LA DIETA A ZONA MEDITERRANEA

In Mediterranean Zone, libro che ho appena finito di leggere, Barry Sears propone una rivisitazione della Dieta a Zona adattandola alle abitudini alimentari mediterranee. Secondo me due sono gli aspetti interessanti del libro: il primo è appunto la presenza di consigli alimentari (che diventano un vero e proprio stile di vita) tenendo conto delle abitudini nostrane e liberandosi quindi dall’eccessiva americanizzazione della dieta. La seconda è che, abbandonando il concetto dei blocchi e dei mini-blocchi a favore del metodo “ad occhio”, viene un po’ meno il fondamentalismo che caratterizzava la Zona prima maniera e rende quest’approccio fruibile a tutti.

Ma di cosa si tratta? La Dieta a Zona, di fatto è un regime alimentare ipocalorico, caratterizzato dall’assunzione di proteine magre, carboidrati a basso carico glicemico, e grassi “buoni”. Sears propone inoltre l’assunzione di dosi importanti di omega 3, da 2,5 gr fino a 12 gr al dì, vista la loro potente azione antiinfiammatoria, e l’assunzione di polifenoli per la loro potente azione antiossidante. Nel metodo ad “occhio” la composizione del pasto è tale per cui 1\3 del piatto debba essere costituito da una fonte proteica magra (carne bianca, pesce, albume, carne rossa magra o soia), e 2\3 da verdura (e in piccola parte frutta) il più colorata possibile (per la presenza di polifenoli). Al tutto va aggiunta una fonte di grassi, olio di oliva ad esempio o frutta secca. L’assunzione di carboidrati avviene prevalentemente da verdura e frutta, escludendo pane, pasta, pizza e patate, e mantenendo il carico glicemico sempre ridotto. Gli spuntini, da due a tre al giorno, seguono lo stesso principio dei pasti principali, ne vengono solo ridotte le quantità. Una combinazione di alimenti di questo tipo (idealmente con il 40% delle calorie provenienti dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi) permetterebbe il controllo della fame, ridurrebbe il grasso corporeo, ridurrebbe gli stati infiammatori e sarebbe un importante mezzo di prevenzione per patologie importanti quali diabete, cancro e Alzheimer.

A chi è rivolta? Sears pecca un po’ di manie di grandezza dicendo che la Zona sia adatta a tutti. Come ogni regime alimentare, anche la Zona va bene in casi specifici e non può essere considerata valida per tutti, atleti in primis. Per il suo regime ipocalorico è una dieta che fa dimagrire. Chi è in sovrappeso e svolge un’attività fisica da nulla a moderata, può ragionevolmente provare la Zona Mediterranea aspettandosi buoni risultati in termini di miglioramento della composizione corporea. L’esclusione di zuccheri semplici, l’assunzione consistente e continua di verdura e frutta affiancata a proteine magre e grassi “buoni” ha un impatto positivo sullo stato di salute generale di chi ne fa uso. Fuori d’ogni dubbio! Se la proposta della Zona è fatta a un atleta, beh, il discorso cambia un po’. E’ impensabile che un atleta, specie se impegnato in sport di resistenza e\o misti, possa far fronte al proprio fabbisogno nutrizionale utilizzando una Zona classica, anche semplicemente aumentando i grassi, come suggerito da Sears stesso. Il ripristino delle scorte di glicogeno dopo un’attività fisica intensa, non può che avvenire attraverso l’assunzione di carboidrati provenienti anche da riso o pane o pasta o patate. A questo punto, la composizione del piatto dovrebbe essere variata, aggiungendo appunto una fonte di carboidrati proveniente dai suddetti alimenti.

Nel libro Sears, in collaborazione con alcuni chef italiani, propone delle ricette per coprire i pasti di un’intera settimana rimanendo sempre “in Zona”. Sono ricette gustose, basate su ingredienti e combinazioni di alimenti tipicamente nostrane.

Se sei sovrappeso e vuoi migliorare la tua composizione corporea, questo approccio ha sicuramente dei grandi vantaggi e da indiscutibili benefici sulla salute. Ricorda sempre di abbinare una corretta alimentazione all’esercizio fisico, specie con sovraccarichi, per avere dei risultati ottimali.

Le precedenti sono solo considerazioni personali e non intendono sostituirsi al parere del medico o dello specialista. Chiunque voglia modificare il proprio regime alimentare, specie se non gode di buona salute e assume regolarmente medicinali, ne parli prima col proprio medico o specialista.

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